Che tu stia affrontando una ristrutturazione o che tu debba costruire da zero, ti sarai trovato bombardato da mille informazioni... spesso e volentieri contrastanti e molto fumose. Su un sito leggi una cosa, su un altro l'esatto contrario. Chiedi quattro preventivi e sono tutti diversi, con dati tecnici che non ti spiega nessuno e costi talmente differenti da farti dubitare: quello più basso ti sta facendo davvero un prezzo di favore? O ti sta proponendo un prodotto scadente, lesinando o mentendo sui materiali? E quello più caro ha davvero messo prodotti top di gamma? O ti sta vendendo il marchio impresso sul profilo perché ha precisi accordi commerciali con quel produttore?
DSC Infissi non è mai stato un semplice showroom monomarca. Nel corso di 30 e passa anni abbiamo lavorato tantissime serie in alluminio: il popolare R50 per i serramenti freddi, Domal per le porte da interno e le vetrate a libro, Gastaldello Sistemi e Alsistem per le belle soluzioni tecniche adatte a tantissimi ambienti, e poi contolavorazioni con Metra, Indinvest, Aluk... a questi poi si aggiungono i profili in PVC, generalmente sempre Salamander BluEvolution (secondo noi il giusto compromesso tra economicità e performance).
Qualcuno dirà: ma non sarebbe più semplice lavorare con un singolo profilo? Indubbiamente. Tuttavia, ogni Cliente ha le proprie specifiche esigenze. E' chiaro che una gelateria in centro a Verona avrà bisogno di serramenti ben più robusti ad una casa privata di Villafranca, che non è destinata ad ospitare frotte di turisti accaldati. La villa di Costermano avrà sicuramente un budget ed aspettative differenti rispetto all'officina meccanica in ZAI, che deve dare priorità all'efficientamento rispetto che al lusso di una vista fronte lago.
Ogni produttore ha il proprio cavallo di battaglia: diversificare i profili significa fare l'interesse specifico del Cliente.
Spesso si dà molta più importanza al tipo di profilo che al tamponamento. Sbagliato! Il vetro è fondamentale: copre l'80% della superficie dell'infisso ed è composto da un "pacchetto" di elementi diversi che determinano il grado di termicità, sicurezza e barriera antirumore. Il profilo deve reggerne il peso senza deformarsi nel tempo, pertanto la combinazione delle due cose deve andare a braccetto.
Spesso e volentieri le differenze di costo (e le furbate) si nascondono proprio qui... nei dettagli "invisibili agli occhi"...
Spieghiamo in dettaglio come sono composte queste vetrocamere. Sui nostri preventivi potresti trovare queste diciture: 33.1 / 18 Argon 90% + WE / 33.1 BE oppure 44.1 / 12 Argon 90% + WE / 4 ex / 12 Argon 90% + WE / 33.1 BE. Ma che significano tutte queste sigle?
Vetro Stratificato
Viene realizzato combinando strati di vetro con pellicole trasparenti da 0,38 mm (chiamate PVB) riscaldate e compresse tra loro. In caso di rottura la pellicola tiene assieme il vetro, evitando la formazione e la caduta di schegge taglienti. Si riconosce perché nel punto di rottura si forma una sorta di "ragnatela". Questo tipo di vetro si chiama "di sicurezza", ma attenzione: s'intende prima di tutto a livello antinfortunistico, mentre il grado di sicurezza contro atti illeciti si ottiene unendo più strati di pellicole secondo una precisa Classificazione che può cambiare di molto il costo finale.
Per fare un esempio, un vetro stratificato con 1 pellicola PVB viene classificato come P1A Antinfortunistico, con 4 pellicole P4A Antisfondamento, mentre un vetro blindato oltre alle pellicole di alto spessore deve esere dotato di almeno 3/4 lastre di vetro di diverso spessore.
Un vetro stratificato si identifica così: 33.1 è un vetro antinfortunistico formato da 2 lastre di vetro da 3 mm unite da 1 pellicola PVB di spessore 0,38 mm, mentre un 44.6 è un vetro antisfondamento formato da 4 lastre di vetro da 4 mm unite da 6 pellicole PVB di spessore 0,38 mm.
Vetrocamera con Gas Argon e Canalina a Bordo Caldo (WE)
Quando accoppiamo 2 o più lastre di vetro per mezzo di una canalina, otteniamo un vetrocamera. Viene sigillato con materiali specifici affinché rimanga sottovuoto e privo d’umidità.
Per ottenere prestazioni termiche adeguate, occorre riempire la camera di Argon, un gas nobile inerte e non tossico. Viene scelto perché a parità di temperatura ha una conduttività termica nettamente inferiore rispetto alle vetrocamere "ad aria" di una volta (differenza stimata: 20-23%). Deve essere presente al 90% (al 100% sarebbe impossibile).
Infine, l'ultimo elemento importantissimo: la canalina. Può avere diversi spessori (12, 15, 18 mm...) e composizioni. Una volta si facevano in alluminio, ma non garantivano il taglio termico e creavano condensa. Oggi i vetrocamera termicamente adeguati devono montare una canalina isolante, un po' più costosa rispetto alle altre, chiamata "warm edge" (WE o bordo caldo), per garantire una PSI (dispersione lineare) più bassa possibile.
E' possibile accoppiare un doppio vetrocamera, ottenendo il cosiddetto "triplo vetro". Solitamente è buona normale inframmezzare con un vetro extrachiaro, per non tagliare troppo la luminosità e rischiare di ottenere una casa molto ben insolata ma anche molto buia.
Trattamento Basso Emissivo (BE)
Si tratta di una lavorazione per ridurre la dispersione di energia termica: il vetro viene trattato con un rivestimento sottilissimo di ossidi e metalli particolarmente selettivi, in grado di riflettere al radiazione termica e "rispedirla" nella direzione da cui proviene. In pratica il caldo e il freddo “rimbalzano” e rimangono nella stanza anziché uscire all'esterno della finestra.
Questo tipo di lastre sono irriconoscibili ad occhio nudo. Per non farsi fregare, però, basta un accendino: posiziona la fiamma davanti al vetro ed osserva il numero ed il colore delle fiamme riflesse. In caso di vetrocamera singolo con trattamento basso emissivo, vedrai 3 fiamme normali e 1 di colore diverso, quasi violaceo. In caso contrario, nessuno dei vetri è stato trattato.
Quindi, 44.1 / 12 Argon 90% + WE / 4 ex / 12 Argon 90% + WE / 33.1 BE si legge così:
44.1: il vetro esterno è antinfortunistico, composto da 2 lastre da 4 mm e da 1 pellicola PVB da 0,38 mm
12 Argon 90% + WE: la camera è composta da una canalina larga 12 mm in materiale isolante (a bordo caldo o warm edge) e l'intercapedine tra i due vetri è riempita al 90% di gas Argon
4 ex: è presente un vetro di mezzo da 4 mm extrachiaro, pertanto siamo di fronte ad un triplo vetro
12 Argon 90% + WE: la seconda camera, uguale alla precedente
33.1 BE: il vetro interno, oltre che antinfortunistico, è stato trattato per impedire alla temperatura dellas tanza di disperdersi all'esterno
Lo spessore totale del "pacchetto" è di 42,76 mm (4 + 0,38 + 4 + 12 + 4 + 12 + 3 + 0,38 + 3)
Ciascun elemento del "pacchetto" determina il valore Ug del vetrocamera (ovvero la trasmittanza termica complessiva). Più basso è il valore della trasmittanza, più alto sarà l’isolamento termico dell'infisso. Detto in soldoni: più il vetrocamera è termicamente prestante, meno si spenderà in bolletta.
per Uffici o Vetrate Interne, Capannoni Industriali e Ambienti non riscaldati
per Immobili di Alto Profilo e Ambienti riscaldati
per Ristrutturazioni e Immobili di fascia economica